Commentary on Political Economy

Tuesday, 8 March 2022

HOW PUTIN IS LOSING THE WAR

 

Guerra in Ucraina, situazione militare e mappa dell'avanzata russa: il bilancio (incerto) di vittime e mezzi distrutti

Guerra in Ucraina, situazione militare e mappa dell'avanzata russa: il bilancio (incerto) di vittime e mezzi distrutti

Un punto sul conflitto, con numeri che non hanno il valore di un bilancio effettivo perché le parti, oltre a spararsi sul serio, sono impegnati nel duello della propaganda: nulla di strano, è la nebbia di guerra, è l’inganno, è una forma di pressione psicologica per confondere il nemico ed esaltare gli amici.

Mezzi distrutti

I russi hanno avanzato su Kiev molto lentamente a causa dei loro guai logistici — in parte cronici — e per la feroce resistenza incontrata. Il sito Oryx, che prova a raccogliere dati sulla base di video e altro materiale, ha preparato una prima tabella: Mosca avrebbe perso 130 tank, 84 blindati, oltre 170 mezzi per il trasporto delle truppe, 18 lanciatori di razzi multipli — le famose katyusha —, 10 aerei, 11 elicotteri, centinaia di camion di supporto/logistica. Minori, in apparenza, le perdite di Kiev: 46 carri armati, 35 blindati, una cinquantina di mezzi per il trasporto truppe, 8 aerei, 64 veicoli per la logistica. Nota. C’è un maggior numero di filmati che riguardano i militari inviati da Putin, pochi quelli che riguardano gli avversari. Kiev, oltre a cercare di celare i suoi caduti, diffonde clip ridotte sulle azioni per non dare punti di riferimento sui reparti: ecco perché queste cifre vanno prese con grandissima cautela. Sempre i russi hanno lanciato 600 missili dall’inizio del conflitto, ordigni particolarmente devastanti.

Il dispositivo

L’Armata ha mobilitato 179 mila uomini, di questi ne ha impiegati il 95% ed altri stanno arrivando. Lo schieramento era composto originariamente da 2.600 tank e 3.100 cannoni, ma sono stati inviati ulteriori mezzi ed equipaggiamenti. Un video da Melitopol mostra un treno blindato, un mezzo quasi d’altri tempi: la linea ferrata è fondamentale per la logistica e i russi già in passato, in Crimea, hanno usato uno dei due convogli ferroviari speciali, Baikar e Amur. Proprio la dipendenza dai binari ha inciso sulla logistica. I mezzi sono arrivati fino in Bielorussia via treno e poi hanno dovuto proseguire via terra creando il famoso «drago» lungo oltre 60 chilometri, la colonna che scende verso Kiev. Oggi è a circa 25 chilometri. La mancanza di benzina, i problemi di manutenzione, il fango e gli ostacoli frapposti dalla resistenza hanno allungato i tempi. Anzi, c’è chi offre attenuanti: è nello loro stile procedere per fasi, senza fretta, specie se non usano subito la potenza di fuoco.

Gli aiuti

Il presidente Volodymyr Zelensky ha aperto le porte ai volontari stranieri disposti a battersi al fianco dei difensori: ne sono arrivati 17-20 mila (dati provvisori) da ogni parte del mondo. Molti sono veterani ed è chiaro che potrebbero portare esperienza. È un’estensione di quanto è già avvenuto nel Donbass: anche qui è stata ampia la presenza di miliziani venuti dall’estero e finiti nelle trincee contrapposte, molti gli estremisti di destra. Altro capitolo, gli armamenti: gli Usa, la Nato, oltre 25 Paesi (Italia inclusa) hanno spedito tonnellate di forniture belliche a Kiev. Una cifra su tutte: 17 mila missili anti-carro.

Le vittime

Il ministero della Difesa ucraino sostiene di aver ucciso 11 mila soldati russi, ma i numeri non sono confermati. Nei giorni scorsi Mosca ammetteva di aver perso circa 500 uomini, con oltre 1.600 i feriti. La Difesa russa sosteneva a sua volta di aver ucciso 2.870 soldati ucraini, di averne feriti 3.700 e di averne catturati 572. Anche qui, sono bollettini inverificabili: Kiev ha ammesso un centinaio di vittime. Paga un prezzo la popolazione. «La Russia ha danneggiato e distrutto 202 scuole, 34 ospedali, oltre 1.500 edifici residenziali», ha scritto su Twitter Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente ucraino. «L'esercito russo non sa combattere contro altri eserciti, ma è bravo a uccidere i civili». Dall'inizio dell'attacco avrebbero perso la vita oltre 406 (fonte Onu), mentre 801 sono rimasti feriti. Nessuno nega possano essere molti più alti.

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